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Giovedì 3 febbraio 2011
La Commissione parlamentare per l'Attuazione del federalismo ha concluso l'esame dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale (atto n. 292; relatori: on. La Loggia e sen. Barbolini). I voti sul parere sono stati 15 favorevoli e 15 contrari. Secondo l'articolo 7 del Regolamento della Commissione, la proposta si intende respinta.
Come si legge nel dossier del Servizio del Bilancio del Senato, lo schema di decreto legislativo «prevede - in attuazione della legge n. 42 del 2009 - il superamento graduale dell'attuale sistema di finanziamento dei Comuni, basato principalmente su trasferimenti dal bilancio dello Stato»
Il percorso viene disegnato in due fasi: una transitoria e una a regime. La fase transitoria, si legge ancora nel dossier, «prevede la devoluzione ai Comuni del gettito di alcuni tributi vigenti connessi con la fiscalità immobiliare, in sostituzione della maggior parte dei trasferimenti erariali. Viene introdotta (a decorrere dall'anno d'imposta 2011) una imposta cedolare secca sui redditi da locazione. Si prevede l'istituzione di un fondo nel bilancio dello Stato (Fondo sperimentale di riequilibrio, FSR) alimentato dal gettito delle imposte devolute (compreso quello della cedolare) e ripartito tra i Comuni. Allo Stato vengono attribuiti il gettito relativo all'accisa sull'energia elettrica (attualmente di spettanza comunale) e una compartecipazione sulle imposte devolute ai comuni»
«La seconda fase, a regime, decorre dal 1° gennaio 2014 e prevede l'introduzione di una imposta municipale propria (IM), legata al possesso e al trasferimento degli immobili, destinata a sostituire vari tributi relativi al patrimonio immobiliare»


